La UNI/PdR 192:2026 è la prassi di riferimento che certifica il sistema di gestione della conciliazione tra vita familiare e lavoro: maternità, paternità e carichi di cura. Pubblicata da UNI nell’aprile 2026 su proposta del Dipartimento per le Politiche della Famiglia, dà accesso a un esonero contributivo INPS fino all’1%, nel limite di 50.000 euro l’anno (D.L. 62/2026). In questa guida: cosa richiede, a chi conviene, come si misura, quanto vale e come si ottiene.

In sintesi

  • È una prassi di riferimento UNI (UNI/PdR 192:2026) per un sistema di gestione della conciliazione vita-lavoro, verificabile da un ente di certificazione.
  • Si applica a tutte le organizzazioni private, di qualsiasi dimensione; agli enti pubblici compatibilmente con il loro quadro normativo.
  • Misura l’impegno dell’azienda con indicatori (KPI) su sette aree; per certificarsi serve un punteggio minimo del 50% (micro e piccole imprese) o del 60% (medie e grandi).
  • Le imprese certificate accedono a un esonero contributivo INPS fino all’1%, massimo 50.000 euro annui.
  • Il certificato vale tre anni, con audit di sorveglianza a 12 e 24 mesi, ed è integrabile con la UNI/PdR 125:2022.

Che cos’è la UNI/PdR 192:2026

Una prassi di riferimento (PdR) è un documento tecnico pubblicato da UNI, l’Ente Italiano di Normazione, che definisce requisiti condivisi su un tema specifico e può essere usato come base per una certificazione di terza parte. La UNI/PdR 192:2026 nasce su proposta del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e definisce i requisiti di un sistema di gestione per la conciliazione tra vita privata e lavoro, con attenzione specifica a maternità, paternità e carichi di cura familiare.

Il punto chiave è nel termine “sistema di gestione”. La prassi non chiede all’azienda di offrire un catalogo di benefit: chiede di governare il tema con una politica formale, obiettivi misurabili, indicatori e un ciclo di riesame, esattamente come una ISO 9001 fa con la qualità. È la differenza tra un welfare episodico e un impegno che si può verificare.

Aprile 2026Pubblicazione della prassi da parte di UNI
7Aree di indicatori su cui si misura l’organizzazione
50% / 60%Punteggio minimo per piccole e per medie-grandi imprese
3 anniValidità del certificato, con sorveglianze a 12 e 24 mesi

Cosa richiede la prassi: politica, indicatori, soglie

Una politica firmata dalla direzione

L’impegno su conciliazione, genitorialità e cura viene formalizzato dall’alta direzione in una politica, con obiettivi coerenti con il contesto dell’organizzazione e un piano d’azione. Non è una dichiarazione di intenti: è il documento su cui l’ente di certificazione verifica che le azioni siano seguite.

Indicatori su sette aree

Il livello di efficacia delle misure viene misurato con indicatori qualitativi e quantitativi distribuiti su sette ambiti di analisi: dalla flessibilità dell’organizzazione del lavoro ai congedi e al rientro dopo la maternità o paternità, dal supporto a chi assiste familiari alla cultura organizzativa e alla comunicazione interna. L’applicazione è proporzionale: una microimpresa non viene misurata come una multinazionale.

Una soglia minima da raggiungere

Per ottenere il certificato non basta avere il sistema: bisogna raggiungere un punteggio minimo sugli indicatori, pari al 50% per micro e piccole imprese e al 60% per medie e grandi. È questa soglia a dare sostanza alla certificazione: distingue chi ha messo in piedi misure reali da chi ha solo scritto una procedura.

Un ciclo che continua

Il certificato ha validità triennale, con due audit di sorveglianza a 12 e 24 mesi. Le misure vanno monitorate e riesaminate nel tempo; al termine del triennio si rinnova per un ulteriore ciclo.

1 · POLITICAFirmata dalla direzioneObiettivi e piano 2 · MISUREFlessibilità, congedi,rientro, caregiver 3 · KPI7 aree, soglia50% o 60% 4 · CERTIFICATOEnte terzo, 3 anniEsonero INPS fino 1%
Dalla politica al certificato: il percorso UNI/PdR 192 e l’accesso all’esonero contributivo.

L’esonero contributivo: quanto vale e come funziona

Il Decreto Lavoro, D.L. n. 62 del 30 aprile 2026, prevede per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192 un esonero contributivo INPS fino all’1%, nel limite massimo di 50.000 euro annui. È lo stesso meccanismo già in vigore per la certificazione della parità di genere (UNI/PdR 125:2022), e il beneficio accompagna la validità del certificato.

Un esempio di ordine di grandezza. Per un’azienda con una massa contributiva annua di 800.000 euro, l’1% vale 8.000 euro l’anno; su un triennio di validità del certificato, 24.000 euro. La stima precisa va fatta sui vostri numeri, ed è la prima cosa che si calcola in un’analisi di fattibilità.

Il confronto costi-benefici è quindi semplice da impostare: da una parte il costo della consulenza e la tariffa dell’ente di certificazione, dall’altra l’esonero su tre anni più i benefici organizzativi. Per molte PMI con una massa contributiva significativa il percorso si ripaga da solo.

Perché conviene, oltre lo sgravio

Effetto Che cosa cambia in azienda
Attrarre e trattenere persone La conciliazione vita-lavoro è oggi tra le prime richieste di chi cerca lavoro. Un certificato verificabile dice ai candidati che il sostegno alla famiglia non dipende dalla buona volontà del singolo responsabile.
Meno assenze e meno dimissioni Le emergenze familiari gestite con regole chiare pesano meno su ferie, permessi e concentrazione; chi rientra dalla maternità trova un percorso, non un vuoto.
Reputazione, gare e filiera Clienti, banche e committenti pubblici chiedono sempre più spesso evidenze sociali documentate. Un marchio di terza parte vale più di qualsiasi dichiarazione.
Dati per la rendicontazione Gli indicatori raccolti per la certificazione alimentano direttamente bilanci di sostenibilità e rendicontazioni ESG.
Un ruolo sociale riconosciuto In un Paese segnato dal calo demografico, l’azienda che sostiene la genitorialità svolge una funzione che le istituzioni hanno scelto di premiare.

Il rapporto con la UNI/PdR 125 sulla parità di genere

Le due prassi hanno la stessa impostazione: un sistema di gestione più una serie di indicatori con applicazione proporzionale. La UNI/PdR 192 rafforza e completa il sistema già costruito con la UNI/PdR 125, aggiungendo il focus specifico sulla conciliazione tra vita familiare e lavoro. Chi ha già la 125 riusa politica, ruoli, monitoraggio e riesame; chi parte da zero può affrontarle insieme, costruendo un solo sistema e accedendo a entrambi i benefici contributivi.

Come si ottiene la certificazione UNI/PdR 192

Anche qui vale la regola di tutte le certificazioni di sistema: il certificato lo rilascia un ente indipendente, non il consulente. Il percorso tipico ha quattro fasi.

1. Analisi dei requisiti e stima dell’esonero

Si fotografano politiche, contratti e prassi già in essere, si calcola il punteggio di partenza sulle sette aree e si stima l’esonero contributivo sui numeri reali dell’azienda. È il momento in cui si capisce se il percorso conviene.

2. Politica, obiettivi e misure

Si costruisce con la direzione la politica di conciliazione, si scelgono le misure che pesano di più sugli indicatori e si definisce il piano d’azione.

3. Implementazione e formazione

Procedure e registrazioni vengono costruite sulle prassi reali; responsabili e persone coinvolte vengono formati; si eseguono audit interno e riesame della direzione.

4. Audit di certificazione e sorveglianze

L’ente verifica il sistema e il raggiungimento della soglia, rilascia il certificato e programma le sorveglianze a 12 e 24 mesi.

Una nota di trasparenza. La prassi è recente e il sistema di accreditamento degli enti di certificazione per la UNI/PdR 192 è in fase di attivazione. Prima di avviare il percorso conviene verificare con il proprio consulente lo stato dell’accreditamento e i tempi previsti per l’emissione dei certificati.
Consulenza UNI/PdR 192 conciliazione vita-lavoro Poles Consulting
Poles Consulting affianca le imprese dalla verifica dei requisiti all’audit dell’ente di certificazione.

Domande frequenti sulla UNI/PdR 192

La certificazione UNI/PdR 192 è obbligatoria?

No, è volontaria. È lo Stato a renderla conveniente con l’esonero contributivo, e il mercato con la richiesta crescente di evidenze sociali documentate.

Vale anche per una piccola impresa?

Sì. La prassi si applica a tutte le organizzazioni private e gli indicatori hanno applicazione proporzionale: per micro e piccole imprese la soglia è il 50%, contro il 60% di medie e grandi.

Quanto vale l’esonero contributivo?

Fino all’1% dei contributi INPS a carico dell’impresa, nel limite di 50.000 euro l’anno, per le imprese certificate (D.L. 62/2026).

Abbiamo già la UNI/PdR 125: cambia qualcosa?

In meglio: la 192 rafforza e completa il sistema già costruito con la 125. Politica, ruoli, monitoraggio e riesame si estendono invece di ricominciare da capo, e i due esoneri si sommano.

Chi rilascia il certificato?

Un ente di certificazione indipendente, mai il consulente. La separazione dei ruoli è ciò che dà valore al documento.

Quanto dura il certificato?

Tre anni, con audit di sorveglianza a 12 e 24 mesi e possibilità di rinnovo per un ulteriore triennio.

Verifichiamo insieme se la vostra azienda può accedere

In un incontro gratuito stimiamo il punteggio sugli indicatori e l’esonero contributivo sui vostri numeri. Se il percorso non conviene, ve lo diciamo prima. Poles Consulting segue le imprese nei sistemi di gestione da oltre quarant’anni.

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· Poles Consulting
Consulenza su sistemi di gestione e certificazioni aziendali. Articolo aggiornato a ottobre 2026.

Fonti e riferimenti

  • UNI/PdR 192:2026, Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro (UNI, su proposta del Dipartimento per le Politiche della Famiglia).
  • D.L. 30 aprile 2026, n. 62 (“Decreto Lavoro”) – esonero contributivo per le imprese certificate UNI/PdR 192.
  • UNI/PdR 125:2022, Linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere.
  • Poles Consulting, Certificazione UNI/PdR 192:2026.