Il Modello Organizzativo 231

Il D.Lgs231/01 rappresenta un punto di svolta nella nostra legislazione, poiché ha introdotto il concetto di Responsabilità Amministrativa oggettiva dell’Azienda per fatti penalmente rilevanti compiuti da soggetti che agiscono per conto della Società sia se in posizione direzionale, che in posizione di dipendenza o di collaborazione.

Il noto principio del “Societas delinquere non potest” nella sostanza viene pertanto superato dalla possibilità di imputazione dell’Azienda in parallelo nel medesimo procedimento penale della persona responsabile della condotta illecita.

Lo strumento per dispensare una società dalla propria responsabilità amministrativa dipendente da reato è avere un Modello Organizzativo 231 correttamente redatto, adottato e continuamente aggiornato (ultimi aggiornamenti 2020 sono i Reati Tributari previsti dall’articolo 25-quinquesdecies e il reato all’art. 25-sexiesdecies in materia di contrabbando)

Tale Modello implementato nella propria azienda riduce il rischio di commissione di illeciti penali.

I protocolli di un Modello Organizzativo 231 sono:

1) Il Codice Etico;

2) Il Sistema disciplinare (mancante nei Sistemi di Gestione Aziendali Qualità/Sicurezza/Ambiente);

3) L’OdV – Organismo di Vigilanza;

4) L’insieme delle procedure base e specifiche per le aree sensibili al rischio di reato.

Affinché un Modello Organizzativo sia elaborato, adottato ed aggiornato efficacemente, una organizzazione deve eseguire la:

  • A. Valutazione del rischio (Risk Assessment), per individuare, analizzare, misurare e trattare il rischio di commissione di illeciti nelle diverse aree di attività aziendale (sia quelle consolidate, che quelle in via di sviluppo);

L’approccio per processi, unitamente all’applicazione dei principi per la gestione del rischio UNI ISO 31000:2010 porterà il Gruppo di Lavoro ad elaborare il documento di valutazione del rischio (Risk Assessment).

Quest’approccio consentirà pertanto all’Organizzazione:

  • di migliorare l’efficacia e l’efficienza dei processi gestionali;
  • di capire quali sono le modalità di svolgimento delle attività e dei processi nonché il grado con il quale essi contribuiscono al perseguimento degli obiettivi strategici dell’Impresa e di prevenzione dai reati presupposto 231/01;
  • promuovere un’attenzione diffusa e pervasiva al rispetto della legalità da parte dei soggetti apicali e sottoposti;
  • avviare confronti sistematici per identificare le best practices.
  • B. Realizzazione e attuazione delle procedure specifiche, in grado di gestire il rischio specifico della propria Azienda, prevenendo la messa in atto di condotte illecite nelle aree in cui il rischio di reato è più elevato.
  • C. Definizione della struttura gestionale per la prevenzione dei reati, sviluppato soprattutto nel Codice Etico e nella Parte Generale del Modello Organizzativo 231.

Tale metodologia consente sia alle funzioni apicali, sia all’Organismo di Vigilanza che verrà designato dal CdA, sia ad un potenziale “soggetto inquirente” di comprendere agevolmente le logiche di valutazione date dall’Organizzazione e le conseguenti motivazioni che hanno condotto alla predisposizione dei protocolli di prevenzionePer maggiori informazioni: scrivi a info@polesconsulting.it o chiama il 0499865030